La storia di Alberto

Alberto è un papà sempre in campo. Ma soprattutto Alberto è il papà di Silvia, una signorina di dieci anni e di Davide un giovane portiere di sette anni. Due generatori di energia pieni di curiosità. Con il papà trascorrono tanto tempo della loro giornata e con il quale sono sempre pronti a giocare.

Come con la Playstation, ad esempio, dove papà Alberto dà loro i suggerimenti da esperto portiere su come muoversi nei videogame sul calcio.

Mamma Pierangela li chiama “pentola di fagioli”, perché tutti e tre non smettono un minuto di parlare. Ma sono anche pronti a occuparsi delle faccende domestiche, in cambio ovviamente di un bel film che Alberto mette sul piatto in cambio del loro lavoro.

Vi stiamo parlando di una storia di ordinaria vita familiare, resa straordinaria dal fatto che Alberto da cinque anni è un papà che convive con la SLA.

Nonostante le difficoltà di dover affrontare una malattia degenerativa del motoneurone, insieme a sua moglie e ai figli non rinuncia a vivere appieno la vita familiare:

“Continuo a gestire la mia impresa. Grazie all’aiuto di Pierangela e sono presente forse più di prima nella vita quotidiana dei miei piccoli; con loro ho un rapporto molto bello”.

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Silvia e Davide sono cresciuti insieme al progredire della malattia e la forza di Alberto li ha contagiati, così con il papà vivono le piccole e grandi sfide quotidiane. Spesso sono fondamentali per Alberto, lo aiutano e quasi anticipano ormai i suoi gesti, prima che lui lo chieda. Cambiano il canale della televisione, gli sistemano la maschera del respiratore. E quando è un po’ giù non vede l’ora che tornino da scuola, perché con i loro capricci, il loro chiasso e la loro vitalità lo riempiono di gioia:

“La SLA non mi impedisce di essere papà per Silvia e Davide. Anche con la mia disabilità continuo ad essere un pilastro fondamentale per la loro crescita”.

Quando rientrano da scuola, la prima cosa che fanno Silvia e Davide è chiedere di lui. Davide poi è il portiere della sua squadra di calcio, come lo era Alberto da giovane. Così vuole che papà sia presente a bordo campo, non solo alle partite, ma anche a tutti gli allenamenti.

E’ diventato ormai il suo coach personale.

E la domenica mattina colazione all’americana per tutti, con uova e pancetta preparate da Silvia!

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